giovedì, 08 febbraio 2007
Finalmente il mio Erasmus a Parigi inizia sul serio! Sono in pieno trasloco, del resto non è facile farlo in metro con 1 valigia seppur capiente e uno zainetto.
Ora sono alloggiato in Rue Saint-Martin 90, e se per tanti lettori del mio blog non vuol dire granchè, uno che conosce un po' Parigi sa che si trova di fianco al centre Pompidou, più centro di così si muore.

Superfluo dire che ora non sarà più un problema tornare la sera, e che sarò anche più reperibile su MSN e Skype.

Casa mia è proprio bella, una camera, una sala, una cucina, un bagno e...forse un topo.

Già, perchè prima di trasferirmi è entrato un topo in casa, e non si sa se ora sia uscito. Valeria e MariaGrazia dicono di averlo intrappolato in un ripostiglio e che ha trovato un pertugio per andare via da dove era venuto, specie perchè non ha mangiato le esche. Spero sia così, ma tuttavia son lucano, quindi ciò dovrebbe rappresentare un problema fino a un certo punto (Questa la capiranno solo i miei esimi colleghi di DSC, che saluto calorosamente e li invito a installare Skype, per facilitare le comunicazioni)

La zona del Centre Pompidou, di Beaubourg, è favolosa, molto Parisien, ma par contre piena di topi di notte, specie la piazza del centre Pompidou, perchè le fogne parigine che son fatte davvero  per dirle con termini tecnici "a cazzo", ma non mi lamento, basta starci un po' attenti, anche se fa davvero schifo vedere le pantegane girare in luogo così bello.

Venerdì scorso invece ho conosciuto per caso un mio futuro dirimpettaio, in un bar vicino la metro Campoformio. E sono andato alla sua inaugurazione di casa. Davvero una bella serata, e finalmente ho parlato con un po'di francesi in francese(e anche con un giornalista francese che mi ha un po' rincuorato). Ma la cosa più bella è stata conoscere un paio di tipe portoghesi. Il portoghese è una lingua splendida, tremendamente musicale.

Ma non è solo tempo di traslochi, ma anche di addii, ma più probabilmente di arrivederci. A fine gennaio casa Modena è tornata a Modena, e ho iniziato a provare quel che proverò a fine giugno, quando salutare tutti diventerà dura, durissima.

Da queste pagine, se mi leggono, ne approfitto per mandare un grosso abbraccio a Giuli, Vale ed Elisa, e per ribadire che vi si aspetta presto.
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venerdì, 26 gennaio 2007

Se prima non potevo aggiornare il blog causa troppi esami da fare (a proposito, tutti e 7 passati, non mi accadeva da un po' di potermi vantare di un esame passato, figurarsi di 7 tutti in una botta!) ora non lo sto aggiornando causa troppo fancazzismo. Il fancazzismo é una brutta cosa, specie se viene dopo un periodo di studio matto e disperatissimo (cit.) perché ti estranea, ti fa chiudere in te stesso e ti fa passare un sacco di tempo a dormire anziché godermi Parigi con gli occhi del turista. Certo, abitare a Saint-Denis non aiuta, farsi mezz'ora di metro ogni volta é un bello sbatto, ma fortunatamente la situazione cambierà da metà Febbraio.

Ma torniamo al titolo del post: il 14 gennaio si é svolto un altro meeting di caffé erasmus, dato che tanta gente é arrivata nel secondo semestre. E io e il mio gruppo di italiani del primo meeting abbiamo pensato bene di parteciparvi proprio come se fosse il primo giorno, inventandoci i nomi e facendo finta di conoscerci. Cosi' io sono diventato Valerio Romano, il mitico Sergente é diventato MarioGrazie, Valeria é diventata Tonia, MaryVelo Natasha, sedicente studentessa di sessuologia a Nanterre e cosi' via... Sorvolando sul luogo dell'appuntamento (Notre Dame alle 16 di domenica pomeriggio? Più facile trovare un ago in un pagliaio) alla fine quest'incontro si é svolto in un clima di ilarità e imbarazzo. Non so come ho fatto a non ridere mentre parlavo e chiedevo cose che sapevo già, ma senza falsa modestia credo che la parte dell' erasmus-appena-arrivato-e-pieno-di-dubbi-ed-entusiamo mi sia riuscita bene. Questo sdoppio di personalità a avuto fine nei giorni successivi, ma devo dire che é stato davvero un pomeriggio divertente. Si é conosciuta gente nuova, con l'entusiasmo che avevamo noi i primi giorni, che vuoi per il tempo, vuoi per gli esami incombenti, vuoi per la consapevolezza che per molti questa esperienza sta finendo sta un po' scemando.

E ieri sera ho condotto questi erasmus nuovi al battesimo del fuoco del Mix, questa é la vera perdita della verginità (in senso figurato) per un Erasmus a Parigi. E a parte il solito nugolo di facce note e nuove conoscenze (una tedesca che merita per davvero), il solito nugolo di tamarri (ieri semrava ci fosse un concorso: c'era uno con la cinta sulla sui borchia c'era una scritta mobile con i led, un nero grande e grosso che ballava con due cazziarielli fluorescenti negli occhiali e in bocca, un tamarro con gli occhiali scurissimi e il capello tutto ingellato), un episodio davvero singolare: arriva un'americana in minigonna, e per parlare in termini tecnici gran pezzo di figliola, credo fosse alticcia ma non ubriaca, si butta su di me, e si inizia a strusciare, senza motivo. Io comincio a pregustare un divertente doposerata, quando sta stronza mi fa: "I got a man!" io replico (pensando: ma se hai fatto tutto tu!): "Ah, it's a problem...who's your man? Where's your man?" "It's him!!!" e si palesa la visione di un bestione di 190 nero spalle larghe come due ante di armadi...Terrorizzato gli dico: "Azz, (si, proprio azz") it's a big big problem!" e vado via. Succede anche questo, che rischi di pigliare mazzate anche se non fai nulla per meritarle.

Invece sto weekend sono stato a Strasburgo, cittadina carina che presenta notevoli commistioni tra Francia e Germania trovandosi in Alsazia (bella la zona della Petit France in particolare) ma non da passarci un weekend. C'é da dire che il tempo é stato inclemente, visto che pioveva, e ha reso il tutto più difficile. Per un breve sunto, riporto parzialmente questo testo dal blog di Marzia, he ha riassunto in brevi pensieri alla perfezione quel che é stato questo weekend

''Un weekend che ha riunito 12 persone che si conosco da qualche mese ma hanno la confidenza degli amici di sempre, nonostante qualche screzio per decidere dve mangiare..di persone che si vogliono bene e amano scherzare, giocare e ridere insieme, ma anche essere seri.

VI VOGLIO BENE...a tutti tutti: a Bene, Matte, Stefi, Pallott, Tonio, Andre, Vero, Lelli, Vale, Giuli, Eli. Ma anche a chi, per cause di forza maggiore, non e' potuto venire: MARI! Abbiamo sentito tanto la tua mancanzaaaaa.. ci rifaremo a Londra!''

Scusate i colori ma non li riesco a cambiare.

A presto

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martedì, 16 gennaio 2007

Sono vivo, non temete. Anche se é da un po' che non aggiorno il blog. Le feste di natale, e soprattutto gli esami, mi hanno impedito di farlo, ma ora che tutto è finito posso fare un po' il punto della situazione.

Dopo delle vacanze-lampo passate in Italia, di soli 5 giorni tra l'altro con viaggio A/R fatto in treno (potete quindi immaginare che sfacchinata) son tornato in Francia per trascorrere il capodanno. Cena (Lo chef, che poi sarei io, ha preparato penne panna e salmone un po' troppo salate, del resto se alle 21.30 ancora nn si hanno già in circolo 5 bicchieri di vino a stomaco vuoto puo' succedere che scappi la mano col sale...) a casa di Giulia e poi ad aspettare la mezzanotte sotto la Tour Eiffel. Il capodanno a Parigi é davvero una sola tremenda, come direbbe la mia ex prof di italiano alle superiori. Italiani in giro ovunque, sembra di essere a Roma piuttosto che a Parigi ("Francé, oggi magnamo francese o italiano?" sentita con le mie orecchie nel quartiere latino, zeppo di ristoranti che fanno ottime fondute, raclette e bourguignon a prezzi contenuti...e volete fare per forza gli italiani all'estero che cercano i ristoranti italiani? Ma per favore....), bordello nella metropolitana, in attesa della mezzanotte ovviamente solo italiani tanto che cantare l'inno di Mameli o l'odioso POPOPOPOPO (ma porca pupazza, perchè una canzone cosi' bella e ballabile come Seven Nation Army me l'han fatta odiare cosi' a forza ci sentirla ovunque???) non rappresentava un rischio. Arriva la mezzanotte: tutti si aspettano il bordello, specie noi italiani e in particolare io abituato ai capodanni meridionali, in cui non é consigliabile stare per strada almeno fino all'1; e invece due botti piccoli di numero, e non é un modo di dire (al confronto due Magnum sembravano il primo premio di un concorso di fuochi pirotecnici) e la torre illuminata in maniera un po' diversa e poi alle 3 tutti a casa. Di buono c'è stato che ci si é divertiti per le persone che eravamo, non per quello che c'era intorno. Dopo questo capodanno ancora più fiero osteggiatore del capodanno in piazza.

E poi dicevo gli esami. La settimana tra 8 e 15 é stata un vero inferno: tutti i giorni, dicasi tutti i giorni ho fatto un esame o almeno una fiche di lettura da presentare. E qui l'italica arte del sapersi arrangiare ha funzionato in più di un'occasione, specie in antropologia dove sono riuscito a copiare pari pari tutto.Mi sono quasi vergognato dell'esame farsa che si é tenuto ieri in economia: già avrei dovuto capire che aria tirasse dal fatto che il prof esordisce dicendo, senza alcun foglio in mano: "Ragazzi,allora, vediamo un po', che posso darvi...ehm, ehm, ehm....le industrie culturali sono davvero delle industrie?". E ha proseguito dicendo: "Io sono in sala 327, portatemi il compito verso le 6, fae e consultate quel che volete". È stata la prima volta che ho fatto un esame sorseggiando un caffé a un bar, volevo fare una foto ma nessuno aveva la fotocamera.

Ma ora é tutto finito, e non devo fare un emerito cazzo fino a fine febbraio, al massimo devo fare un paio di corsi intensivi. Forse ci esce un viaggio a Londra, forse un ritorno in Italia, forse entrambe e forse nessuna, chi vivrà vedrà.

Novità siginificative: Ho comprato per Natale un portatile, e ho pensato bene di cercare reti Wifi non protette nella residenza trovandone una. In una settimana di internet a scrocco ho scaricato qualcosa come una settantina di Giga di roba, rendendo necessario l'acquisto di un Hard Disk esterno da 320 Go (pagato a poco prezzo), ho installato skype (se ce lo avete mi trovate li', il mio contatto é antonio.avigliano), ho iniziato a vedere le partite di calcio e di NBA in streaming (anche se ieri la rete mi ha tradito sul più bello; proprio ieri che ce ne erano 5 fila nel prime time) e in generale ora spero di essere più facilmente raggiungibile. Fatto sta che ieri la rete faceva le bizze, non vorrei mi avessero cioccato, ma se cosi' fosse ci si metterà d'accordo col finlandese che sta al mio piano per smezzare la quota mensile di metà gennaio e metà febbraio.

A presto!

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domenica, 24 dicembre 2006
Proprio come la musichetta che riecheggiava (e detto tra noi, rompeva pure uun po') a Disneyland, c'est Noel.

Ah, non vi avevo detto che domenica sono andato a Disneyland? Beh, una massa di ventenni italiani illusi dai genitori negli anni dell'adolescenza ha deciso di andarci di propria iniziativa a Disneyland, ed andarci da grandi fa tutto un altro effetto, è come tornare per un po' bambini.

Di grande effetto lo Space Mountain e le montagne russe di Indiana Jones, ma tutta la scenografia in generale.

È stata una settimana in generale all'insegna delle feste per salutarsi, in attesa di rivedersi per capodanno o dopo. Beh, salutarisi ora mi sa tanto di fare le prove in vista della fine dell'Erasmus, quando ci si saluterà sul serio, e anche le sensazioni sono state simili.

Dopo un interminabile viaggio in treno (sì, avete capito bene, Paris-Potenza in treno...cos' e pazzi...) sono finalmente tornato in Italia e va detto che un po' di Italia a piccole dosi fa bene. Alla luce di quanto ho visto delle ferrovie francese, e del loro tanto decantato TGV, prendo quelle italiane tutta la vita. Saranno scomode, sempre in ritardo, ma le francesi non sono meglio...e costano il triplo.

Quindi il prossimo che si lamenta delle ferrovie Italiane provi quelle francesi e ne riparliamo.

Ora vado, ho la panza che mi duole per via del troppo pesce e delle troppe prelibatezze culinarie di sti due giorni...a presto e BUON NATALE A TUTTI, anche ai miei compagni di avventura in francia, che spero mi leggano!
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giovedì, 14 dicembre 2006

Quello che vi narrero' a breve é successo in realtà la settimana scorsa, ma non ne ho avuto il tempo materiale.

Ero alla metro Barbes-Rochechouart (credo di averlo scritto giusto, é uno scioglilingua più che una fermata di Metro) in attesa della linea 4 che mi avrebbe condotto alla festa di compleanno di Silvia, quando vedo due persone, una donna bianca e un uomo nero che discutono animatamente, non capisco l'oggetto del contendere dato che sono arrivato a discussione già in corso.

Dopo un paio di offese che qua in Francia sono pesantissime, ma che in Italia le direbbero i bambini delle elementari ("Jetez vous!" "Vous avez rien dans la tête!" "Vous n'êtes pas un homme!" - Ma buttatevi!, non avete nulla in testa, voi non siete un uomo! - Da notare l'uso del voi persino nei diverbi) a un certo punto una mazzata tremenda, che ha lasciato basiti e silenti almeno il 90% dei presenti: "C'est pas chez vous! Vous avez été colonisées! C'est puor vous que nous ne pouvons plus sortir toute soule!" (al di là degli errori ortografici, che sono certo che ci sono, la traduzione: Non é casa vostra! VOI SIETE STATI COLONIZZATI! È per colpa vostra che non possiamo uscire! ).

Frase che ha lasciato attonito non solo me, ma anche il nero in questione, e solo l'arrivo della metro ha evitato il complicarsi della situazione.

Un francese nell'offesa media non sa offendere, ma sa raggiungere picchi inusitati se vuole, come in questo caso.

L'altro giorno nella mia residenza (in cui sono tutti o quasi neri) vedo scritto sul muro: "BLACK DE MERDE". Io, essendo uno dei pochi bianchi nella residenza, temo che incolpino me...Ma ieri torno, e qualcuno modifica in: "BLAGUE DE MERDE" (BLAGUE = Scherzo). Mi faccio la mia risata là per là, ma mi viene da pensare alla difficile integrazione della Francia. Vero é che a differenza dell'italiano medio un francese medio potrà dire di avere almeno un amico di colore, ma le professioni che in genere svolgono non sono minimamente paragonabili a quelle dei bianchi. Qui a Saint-Denis ad esempio, gli inservienti e i cuochi della mensa sono per la maggiorparte neri, i buttafuori dei locali e gli agenti di sicurezza della RATP (i trasporti, e mi fa più paura la security RATP che la polizia) hanno come prerogativa l'essere grossi, brutti e soprattutto neri; ma ancora devo vedere un professore di colore, per esempio, e sono piuttosto confinati in propri quartieri, una specie di ghetti, come é ad esempio il mio neuf-trois, 93, Seine-Saint Denis.

Giovedi si avvicina, il giorno in cui finalmente tornero' per una settimana in Italia, ma con giovedi anche le inevitabili scadenze: Lunedi analisi del gruppo finivest per economia, mercoledi la fiche di lettura di antropologia...ma poi sarà solo vacanza ma non troppo, visto che da metà gennaio iniziano gli esami, e saranno volatili per diabetici...

Nel frattempo, questo weekend iniziero' a seguire il campionato francese di basket per www.basketnet.it , cosa che mi rende felice, non per il campionato francese in sé, che é di livello infimo, quanto per la collaborazione con questo sito, che mi permette di continuare a scrivere anche qui in Francia. E stavolta in tribuna stampa non saro' come a Bologna, in cui in un mare di portatili solo io segnavo le cose su un pezzo di carta e con la penna, ma avro' anche io il bel portatile nuovo fiammante.

A presto

Antonio

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mercoledì, 13 dicembre 2006

Rieccomi qua, dopo la 4 giorni Dublinese, e di cose ne sono successe...

A parte le solite menate che mi sono divertito tanto, devo dire che Dublino non mi é piaciuta tantissimo.

Bella dal punto di vista urbanistico e per l'ambiente, ma la sera non c'é veramente un cazzo da fare che non sia ubriacarsi da un pub all'altro. La colonna sonora di Dublino é la sirena della polizia e dell'ambulanza, non passano 5 minuti interi che non se ne senta una, causa i tanti ubriachi che vomitano per strada. E poi i Dublinesi sono di un grezzo assurdo: forse sono troppo ben abituato a Parigi, dove c'é il problema opposto, ma quando l'altra sera al Pravda mi é stato rovesciato addosso un bicchiere di birra manco un "Sorry", quando a Parigi ti avrebbero lasciato tutti i dati per il conto della lavanderia.

E la serata di sabato merita una citazione a parte: Io e Gigi si parte per Dublino col pensiero: "l'ostello per sabato non si prenota, tanto si fa balotta" salvo scoprire che a Dublino tutto chiude alle 3 e le uniche cose aperte sono i supermercati. A queso aggiungete che pioveva e faceva un freddo cane, e capirete che tirare le 8 del mattino non é propriamente facile.

I Dublinesi e le Dublinesi devono essere una razza a parte: mentre noi giravamo con 2 maglioni e il giubbotto, loro con una camciola e le ragazze con minigonna e top e infradito...E che cosa strana vedere le settantnni ai pub ubriacarsi! come vedere mia nonna al pub...sarebbe la stessa sensazione!

A breve (dipende da Gigi e Mauro) video e foto!

A presto!

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venerdì, 01 dicembre 2006

Mai e poi mai mi sarei sognato che qualcuno mi dicesse la suddetta frase. Chi mi conosce sa bene quale sia il mio grado di disordine, ma non so perché da quando sono a Parigi, nel mio studio di 19 metri quadri, effettivamente sono diventato più ordinato, oserei dire quasi un maniaco dell'ordine. Ogni cosa deve essere al suo posto, tutto preciso. E cosi', quando ieri Maria di Tenerife é entrata a casa mia per mangiare insieme a pranzo e ha esclamato cio' mi é scappato da ridere. È na cazzata, ma credo di essere cambiato un pochetto in questi due mesi di Erasmus, in cui mi sono messo alle spalle un po' di casini a Bologna (e non solo).

Oggi finalmente é finita la settimana, ed é stata una settimana alquanto dura, con 2 exposé e una dissertation, la quale altro non é che un tema.

L'exposé di ieri é andato benissimo, un paio di francesi mi hanno fatto pure i complimenti, non so se mi stessero prendendo per i fondelli o meno, ma la vera genialata é stata alla fine: in genere si conclude un exposé dicendo: "Si vous avez questions, remarques a faire, n'hesitez pas!" (Se avete domande, cose da fare notare, non esitate a porle!". Io ho cocluso con un "Si vous avez question, remarques...hesitez s'il vous plaît!" (se avete domande, cose da fare notare...esitate per favore!) Tutta la classe a la prof si é fatta una risata, e mi sono guadagnato la pagnotta (anzi, come dicono qua, la bistecca).

Per quanto riguarda l'esame parziale di oggi, la dissertation, spero che il prof tenga conto del fatto che sono italiano, cosa che non ho mancato di far notare scrivendo a caratteri cubitali "ETUDIANT ERASMUS" sul foglio del compito, perché ho scritto davvero pochino, una pagina e un po', ma del resto la mia compagna di classe Erasmus non ha fatto di meglio, scrivendo anche lei altrettanto. È stato un compito fatto all'italiana, tirando fuori quanti più fogliettini possibile, aiutato nell'opera di occultamento dal mio fido Boch minore.

Ho comprato anche France Football, il numero del Pallone d'Oro a Cannavaro, occasione troppo ghiotta. Al prossimo post per parlare di quanto i francesi stiano rosicando anche per questo pallone d'oro. Stasera si festeggia la fine di sta settimana, due sere a casa intervallate da una pizza (buona devo dire) mangiata da Pizza Pino durante una settimana sono state decisamente troppe.

Antonio

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martedì, 28 novembre 2006

Oggi é iniziata una settimana dura: 2 exposé e 1 esme parziale. L'exposé di oggi? Na bellezza! Addirittura mi sono permesso di avere due schemi davanti e di parlare a braccio, cosa che nessun'altro ha fatto.

Infatti tutti leggevano, nel vero senso della parola, un discorsetto che si erano preparati in precendenza. Il voto non lo so, ma credo sia andato davvero bene, anche a giudicare dai complimenti del prof e delle mie compagne di gruppo Segolene ed Elise (che tra parentesi sono anche due belle gnocche, non del tipo appariscente, ma del tipo affascinante, cosa che preferisco di gran lunga).

Domani exposé di Antropologia che nasce sotto i peggiori auspici, vedremo cosa se ne caverà fuori, mentre venerdi lo scoglio più duro: primo esame parziale di analyse d'enquete et d'entretien, su Barthes, Girardet e altre amenità, una dissertation su un tema. Non mi ci vedo proprio a scrivere un tema in francese, spero che il prof tenga conto del fatto che sono italiano. In ogni caso si spera nell'aiuto del mio amico Boch e del mio lettore MP4, in grado di leggere i file .txt.

Sabato sera passato a Pigalle, in piacevole compagnia di Greta e Leo', che non avete ancora avuto modo di vedere su questo blog, mancanza a cui spero di poter porre rimedio. Che dire di Pigalle: zona particolare se ce n'é una, bevendo una birra in un pub e ballando ci si accorge di essere di fronte un sexyshop dalle luci vistose o di fronte un "Sexodrome", che ancora non ho capito cosa sia. In ogni caso mi piace questa zona, non fosse altro che é piena di posti dove la birra costa poco e i localini sono carini, e non mi riferisco a quelli di strip tease. Vedere tutte quelle luci, tutti quei localini che si arrampicano fino a Rue des Abbesses é davvero uno spettacolo.

Spero per la fine di sta settimana di avere nuove foto, in modo da poterle postare.

Ah, dimenticavo...tra 8 e 11 dicembre...FROM PARIS TO DUBLIN!

Un saluto a tutti

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sabato, 25 novembre 2006

Salut a tout le monde!

Mentre la prossima settimana mi aspettano 2 exposé e 1 esame, qua la vita Erasmus prosegue, sempre più stressante e faticosa tra feste varie.

È della festa di ieri sera che voglio parlarvi stavolta, perché il titolo del post non é casuale. Non pensate che sia diventato gay, anzi (:hehe:) ma alla festa di ieri in un bar verso Faubourg Saint Denis c'erano 3 coppie di lesbiche e 1 di gay. Da quando sono a Parigi, mi capita sovente di vedere omosessuali, specie nella mia facoltà, ma a differenza di tanta gente, io non ne ho paura e non li discrimino, anzi, ben vengano! tutta concorrenza in meno! ;) Non so perché Parigi ne richiami davvero cosi' tanti (embleatica l'espressione di uno di Parigi 8 su Parigi città: "Parigi mi piace perché é ermafrodita") tanto da avere un loro quartiere, il Marais.

E il Marais é davvero un bel quartiere, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, pîeno di localini carini dove si subisce razzismo al contrario:se sei donna o sei etero difficilmente ti fanno entrare, ma é anche giusto dal loro punto di vista. E vedere ieri sera sull'autobus una ragazza tedesca che conosco coccolarsi e baciarsi dolcemente con la sua fiamma (storia da film: in pratica quest'ultima vive a casa della tedesca da 10 giorni, con un figlio di un anno e mezzo, anche se ora ha trovato casa) mi ha fatto capire che loro probabilmente sono più felici di noi etero.

E vedere poi le finte scene di gelosia quando la tedesca diceva a lei, dandomi un bacio sulla guancia per salutarmi: "Guarda, bacio un uomo!!!" mi ha strappato un sorriso sincero, dopo che la serata mi aveva riservato una brutta sorpresa (niente di grave, per carità, ma preferisco non parlarne almeno per il momento).

Nel frattempo ho preso i biglietti per risalire: ritornero' su a Parigi il 29 dicembre, appena in tempo per capodanno, e penso di riscendere nella finestra libera a fine gennaio-inizio febbraio. Chiunque voglia farsi capodanno a Parigi lo faccia sapere.

In attesa di nuove foto, che dovrebbero arrivarmi, mi sto crogiolando nel dubbio Dublino si-Dublino no tra l'8 e l'11 Dicembre. Viaggio che mi attirerebbe tanto, neppure troppo costoso, ma devo farmi due conti in tasca.

Anche se diceva Bukowski: "mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale.
mostratemi un uomo che abita solo e ha una cucina perpetuamente pulita, 8 volte su 9 vi mostrerò un uomo detestabile sul piano spirituale", la pulizia della mia chambre mi reclama, nonché lo studio dei testi, quindi un saluto a tutti e a presto!

 

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martedì, 21 novembre 2006

Rieccomi! Domenica passata a Pére Lachaise, che deve la sua fama al fatto di ospitare la tomba di Jim Morrison nonché un graffito di Andrea ILB di playitusa, che tuttavia non son riuscito a trovare. La tomba di Jim Morrison (l'unica transennata, e oltre a i fiori c'eranoanche pacchetti di sigarette) non é granché, molto più belle quelle di Balzac e Moliere per dire. Ma non ero andato li' in visita di piacere. Ero andato li' con il mio gruppo di Technique d'enquete et d'entretien, in vista del nostro lavoro d'inchiesta sullo spiritismo. Oltre a queste celebrità ( e non ho citato Chopin, Bellini, Rossini, Modigliani, Edith Piaf che ha una tripla, Gay Lussac che ho preteso di vedere dopo che a leggere il suo nome sulla piantina mi erano tornati i ricordi del liceo della sua legge sui gas) infatti, a Pere Lachaise riposa anche Allan Kardet, il fondatore della filosofia spiritista. A prima vista la sua tomba é diversa dalle altre, é l'unica a forma di dolmen ed é la più fiorita. La spiegazione a questa seconda particolartà é stata ben presto trovata: tanti sono gli adepti che depositano fiori alla sua tomba e compiono strani riti per ottenere grazie (c'era gente col rosario addirittura) e pare che funzioni. È considerato alla stregua della Madonna di Fatima, ci dicevano. Ci si dovrà ritornare per impezzare qualcuno che faccia sedute spiritiche per filmarne una. Menzione d'onore per la tomba dei coniugi "Cretin" e per la sontuosa tomba dei militanti del Partito Comunista Francese...ma non erano atei?

De tout façon, ecco le foto di Martedi scorso al Duplex...con Sara e le sue amiche di Las Palmas, nonché Isa e Diego...Belle, vero? ;) Ero l'unico italiano in mezzo a un mare di Spagna

Io, Sara, Diego, Isa, e le tre amiche di Las Palmas di Sara...si segnala l'ultima, Patricia

Paris 8: Io, Sara, Isa, Diego

Stile Pink Floyd

Capolinea (anzi, Terminus) gente!

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